Deputato sostiene appello operatori: “In arrivo uno schiaffo all’Abruzzo che comprometterà lo sviluppo del territorio”

RECOVERY PLAN: COLLETTI, PORTUALITÀ ABRUZZO LASCIATA SOLA, NESSUNA RISORSA

Deputato sostiene appello operatori: “In arrivo uno schiaffo all’Abruzzo che comprometterà lo sviluppo del territorio”

 

PESCARA, 27 aprile - “Condivido pienamente l’appello lanciato dalle imprese abruzzesi. C’è il concreto rischio che la nostra Regione riceva solo qualche briciola degli investimenti previsti nel Recovery. Nonostante la maggioranza veda presenti quasi tutti i parlamentari eletti in Abruzzo, stando a quello che si legge nel Piano, sembra che non si sia riusciti ad incidere minimamente sulla stesura. Un fallimento anche del presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio, estremamente capace nei proclami e nelle nomine, ma, all’inverso, inconcludente nella programmazione regionale e nella gestione”. Lo afferma il deputato Andrea Colletti (L’Alternativa C’è) a proposito della lettera aperta inviata dagli operatori portuali ai parlamentari abruzzesi, al governatore Marsilio e a diverse Istituzioni, cui si chiede di impegnarsi affinché la portualità abruzzese abbia la sua parte nell’ambito del Recovery Plan.

 

“In passato, anche con una interrogazione parlamentare – sottolinea Colletti – avevo sollevato grosse perplessità sulla precedente bozza del Recovery Plan, in cui erano completamente assenti risorse per l’Abruzzo. In particolare, alla portualità abruzzese, fondamentale non solo per la nostra regione, ma per tutto il centro Italia, non spettava praticamente nulla. La strada, ora, sembra essere la stessa, nonostante tutti avessero criticato quella bozza considerandola irricevibile”.

 

“In questi mesi – prosegue il deputato – abbiamo visto tutti a cosa è interessato Marsilio: le nomine. L’unica cosa che ha fatto per la Zona economica speciale (Zes) è stata adoperarsi per la nomina del commissario, anche lui romano. L’Abruzzo, ormai è chiaro, è terra di conquista per Roma e per parte dei partiti politici, quando la Zes consentirebbe davvero al territorio di fare quel salto di qualità necessario dal punto di vista economico”.

 

“I parlamentari abruzzesi di maggioranza si assumeranno la responsabilità qualora l’Abruzzo non dovesse ricevere adeguate risorse? Se in questa partita decisiva per lo sviluppo economico dei nostri territori e per il futuro dei cittadini non si è capaci di incidere, qual è il ruolo di deputati e senatori? Sostenere un Governo che decide contro gli interessi dei propri elettori? Non voglio essere pessimista e spero di sbagliare, ma credo e temo che stia arrivando un vero e proprio schiaffo che comprometterà il futuro dell’Abruzzo. Fin dall’insediamento mi sono detto contrario a questo Governo. Ora, più che mai – conclude Colletti – sono convinto delle mie posizioni”.


INTERVENTO IN AULA PER IL VOTO CONTRARIO AL RECOVERY PLAN

Ultimamente si è usato ed anzi abusato della parola resilienza. Va di moda e, ovviamente, la si è usata anche per questo piano.
Quando parliamo di cambiamento climatico ad esempio utilizzando il termine resilienza indichiamo che ci accontentiamo di adattarci ad un contesto che muta, mentre invece la politica dovrebbe parlare apertamente di #resistenza. Bisogna lottare e resistere al cambiamento climatico.
Ed è questo uno dei tanti esempi di questo piano dove il Governo si accontenta. Un piano che non parla di come risolvere concretamente i bisogni della popolazione. Parla di prodotto quando invece dovrebbe parlare di benessere. Le persone non sono un prodotto!
Non si parla ad esempio di acqua pubblica, di diritto ad un'aria salubre, di opporsi alla desertificazione, non solo economica, dei territori.
Non hanno avuto neanche il coraggio di prorogare il bonus 110%, sebbene potrebbe essere il volano dell'economia nonché una opportunità per riprogettare il patrimonio edilizio esistente.
Per non parlare del Mezzogiorno, lasciando a sud solo il 40% dei fondi si sta dicendo che rimarrà sempre il fanalino di coda in Europa.
Ed un ultimo appunto bisogna farlo sulla #legalità. Con troppa facilità il piano parla di semplificazione di contratti pubblici e dei controlli antimafia e protocolli di legalità, togliendo la responsabilità erariale a coloro che si macchiano di condotte gravemente colpose e che portano a spreco di risorse pubbliche.
È davvero questo il piano che la maggioranza vuole approvare?
Quello che ci accomuna nella nostra piccola componente politica è sapere ed essere consapevoli che serva una #opposizione sana, costruttiva ma che sappia resistere alle luci della gestione del potere.
Vogliamo dimostrare che c'è un'Alternativa a questo governo, a questa maggioranza ed in questa società. Vogliamo dare voce all'Italia che resiste, quell'Italia che non si arrende e che non vuole adattarsi.
Per questo dichiaro il mio VOTO CONTRARIO al PNRR del Governo.