Processo sui concorsi truccati a Montesilvano: la prescrizione aiuta tutti, tranne la verità

È passato quasi un anno da quando ho presentato una proposta di legge sull’istituto della prescrizione del reato (leggi il testo), ma il governo dell’inciucio è più interessato a promettere che a prendere provvedimenti. Si continua ad intervenire sugli effetti, ma non sulle cause della lentezza processuale. In questo modo non si risolve niente.

Prendiamo un caso concreto: ci sono voluti 6 anni di indagini per arrivare al rinvio in giudizio di gran parte degli indagati sui presunti concorsi truccati banditi dal Comune di Montesilvano a novembre del 2007. Fra le persone in attesa di giudizio vi sono il consigliere regionale del Pdl, Lorenzo Sospiri, l’ex sindaco di Montesilvano, Pasquale Cordoma, l’ex assessore provinciale di Pescara, Roberto Ruggieri. Con un tale trascorso di tempo è inevitabile che gran parte dei reati contestati – fra cui rivelazione di segreti d’ufficio, concorso in tentata truffa aggravata e concorso in induzione al falso – si prescriva prima di poter arrivare alla sentenza di primo grado e in questo modo viene meno il diritto fondamentale dei cittadini di controllare l’operato degli amministratori della res publica.

I politici coinvolti nell’inchiesta per i presunti concorsi truccati a Montesilvano nel 2007 dovrebbero rinunciare alla prescrizione. Così potrebbero dimostrare la propria innocenza nelle aule del tribunale senza bisogno di avvalersi di “cavilli giuridici”.

Nel frattempo, siccome sappiamo già che ciò non succederà, ho presentato l’interrogazione n. 5-02504 al Ministro della Giustizia (leggi il testo) per chiedere se abbia intenzione di velocizzare concretamente l’iter processuale a livello penale, utilizzando ad esempio la mia proposta di legge sull’istituto della prescrizione del reato.

Non è mai troppo tardi per ascoltare le proposte del M5S e tutelare i diritti dei cittadini.


Aeroporto d’Abruzzo: aumentano i passeggeri, diminuisce la sicurezza

Nell’ambito del piano di razionalizzazione dei presidi territoriali il Ministro dell’Interno è intenzionato a chiudere l’Ufficio di Polizia di Frontiera Aerea e Marittima di Pescara: una scelta unica nel panorama nazionale e senza senso.

Il numero dei passeggeri dell’aeroporto internazionale d’Abruzzo è in costante crescita ed è passato dai 302mila passeggeri del 2003 ai 548mila del 2013. Questo aumento testimonia il forte interesse verso la nostra Regione, ma al Ministro dell’Interno ciò non interessa e con la sua azione sta per rendere vani tutti gli sforzi che abbiamo fatto in questi anni per promuovere le tante bellezze della nostra terra.

La presenza dei presidi di Polizia negli aeroporti internazionali italiani è necessaria per soddisfare i requisiti di sicurezza richiesti da normative europee e nazionali e la mancanza della Polizia di Frontiera all’aeroporto internazionale d’Abruzzo potrebbe comportare il declassamento o la chiusura dello scalo a seguito dei controlli di team ispettivi nazionali ed europei volti ad accertarne l’idoneità degli standard di sicurezza.

Tutto ciò comporterebbe un rischio economico ed occupazionale per tutto l’Abruzzo, per non parlare dei danni al turismo. Alla mancanza dell’aeroporto seguirebbe difatti un inesorabile crollo a picco del numero di turisti stranieri. Sentiamo spesso parlare della necessità di valorizzare il nostro territorio, ma nei fatti il disinteresse del governo è sempre più evidente.

Tra l’altro, paradossalmente, non vi sarebbero significativi risparmi dato che la Polizia di Frontiera è ospitata a titolo gratuito dalla Società SAGA e dalla Capitaneria di Porto e che le autovetture, i mezzi e la strumentazione tecnica sono forniti gratuitamente al Ministero dell’Interno dall’Agenzia Europa per le Frontiere e non sono utilizzabili per altri servizi.

Per tutti questi motivi ho depositato l’interrogazione parlamentare n. 5-02413 indirizzata al Ministro dell’Interno per chiedergli di rivalutare l’opportunità politica ed economica di chiudere l’Ufficio di Polizia di Frontiera Aerea e Marittima di Pescara (leggi testo).

Nel frattempo non rimane che chiederci una cosa: ma il governo dell’inciucio quando taglia, taglia a occhi chiusi solo per poter dire in giro “abbiamo le risorse per le riforme”?